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Arezzo a TavolaArezzo a tavola
Ciò non significa che ad Arezzo e nelle sue stupende valli si mangi male, tutt'altro, ma sia in città che nella provincia la cucina non ha connotati precisi e tantomeno affascinanti. Intorno ai fornelli aretini c'è molto torpore. La temperatura è assai modesta. Nel locale più accogliente di Arezzo ho sentito con le mie orecchie il proprietario declamare, con un misto d'orgoglio e di nostalgia: " Da me veniva sempre il commendatore!". Ad Arezzo il "commendatore" è stato (ed è tuttora) Licio Gelli. Scoprire che il mentro qualitativo della ristorazione di una città è costituito da un cliente come Licio Gelli fa cascare la braccia. Eppure l'Aretino ha delle risorse che altre zone non posseggono. Ne basti citare una: gli allevamenti superstiti, in Toscana, dei vitelli di razza chianina. Non c'è carne migliore di quella chianina, ben trattata e ben frollata, per la pietanza numero uno della cucina toscana, la più elementare, ovvero la bistecca. Ma ad Arezzo e dintorni non ho mai trovato, sul menù du un ristorante, l'offerta di una autentica bistecca chianina. Sarebbe sufficiente per richiamare i buongustai e farne parlare critici, guide e riviste.
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