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Coniglio alla Balbo
Coniglio alla Balbo
Intanto il coniglio. Vale il discorso che leggerete qui a fianco per l'anatra e il coniglio reperiti nel nostro territorio, anche la loro carne meravigliosa subirà la triste fine di quella del pollo. Amen.
Poi il nome. Più che alla Balbo andrebbe definito alla Pistoiese. La cuoca, moglie del proprietario del ristorante, Balbo Maestrini, è figlia di Settimi Biagioni, che aveva un locale nella piazza del paese, qui a Scarlino. E Biagioni è un nome pistoiese. I pistoiesi scendevano a lavorare in Maremma, l'inverno, e spesso ci rimanevano, accasandosi con le sue donne. La provincia di Grosseto, sottratta alla malaria, deve loro moltissimo. Noi, commensali di Balbo, gli dobbiamo in particolare questo coniglio alla griglia, cotto lentamente, insaporito con sale e pepe, e bagnato, via via, con un infuso di olio, aceto e aglio.
Testi gentilmente forniti da "Il Tirreno"
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