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Grosseto

Grosseto

Grosseto è una città moderna, che ha subito nel secolo scorso il suo principale sviluppo. Sorge però in una zona abitata fin dall’antichità, ricca di resti archeologici della civiltà etrusca e densa di pittoreschi centri abitati che hanno mantenuto la struttura medievale originale.

Il nucleo antico di Grosseto è racchiuso da una cinta di mura cinquecentesche; intorno a questo piccolo centro mediceo sorge una città moderna e tranquilla. La natura paludosa del territorio e la malaria che imperversava nella zona bloccarono lo sviluppo della città, che ha ripreso a crescere solo dopo la bonifica definitiva del terreno, verso la metà del secolo scorso, , rimanendo però un centro piccolo e ben vivibile.

Nel Medioevo, a partire dal XII secolo, Grosseto era famosa come centro di produzione del sale, e come tale fu soggetta a conquiste e assedi; ad esempio i senesi, che conquistarono la città nel Trecento, ne distrussero la prima cinta muraria. Perse così le mura più antiche, restano però le chiese a testimoniare l’antica ricchezza della città: la cattedrale di San Lorenzo, la chiesa di San Francesco e quella di San Pietro, risalente addirittura al X secolo. La facciata della cattedrale è stata rifatta nel corso del XIX secolo, mantenendo però lo stile romanico originale, con le decorazioni orizzontali in due colori che sono caratteristiche delle chiese toscane (con la particolarità del marmo rosso di Caldana al posto dei marmi più scuri del nord della regione).

Le testimonianze archeologiche mostrano una forte diffusione della cultura etrusca in questa parte di Toscana. Il popolamento fu facilitato, sia allora che in seguito in età medievale, dalla natura del territorio: il tufo di cui è fatto il suolo, è una roccia calcarea facile da lavorare ma estremamente resistente.

Nella zona compresa fra Saturnia, Sorano e Manciano restano numerose necropoli scavate nel tufo, testimonianza di diverse fasi della urbanizzazione etrusca. La cosa più caratteristica di questa zona sono le vie cave, stretti cunicoli scavati nella roccia che univano fra loro i vari insediamenti; alcune di queste strade sono ancora percorribili, in mezzo alla vegetazione che scende lungo i bordi delle vie e all’acqua che trasuda dalle pareti.

Anche gli attuali centri abitati della zona sono dei piccoli gioielli, che hanno mantenuto intatte le strutture medievali e le solide fortificazioni cinquecentesche. Pitigliano, ad esempio, sorge abbarbicata su alte pareti di tufo, con le case e l’acquedotto che sembrano proseguire in verticale le linee a strapiombo della roccia.

Se si va in caccia di borghi pittoreschi non si può poi tralasciare una visita a Massa Marittima. È una specie di paese da fiaba, popolato da edifici romanici di pietra rosata; nella piazza del Duomo si trovano la cattedrale di San Cerbone (posta trasversalmente su una gradinata e ornata da alti archi a tutto sesto), il Palazzo dell’Abbondanza, il Palazzo pretorio e il Palazzo comunale con le sue alte merlature. Oltre a numerosi bar, per sedere e godere l’atmosfera.

Poco lontano da Massa Marittima sorge San Galgano, con il suggestivo Eremo di Monte Siepi. Si narra che dopo una vita dissoluta, Galgano, il santo fondatore dell’eremo, ricevette in sogno la visita dell’arcangelo Gabriele, che lo spinse a cambiare vita e a dedicarsi ad un esistenza ascetica di preghiera. Come segno della sua decisione di cambiamento, Galgano conficcò con forza in una roccia la spada, che resta ancora là, protetta da una teca, al centro del monastero.

Pochi sanno che l’aggettivo marittimo che caratterizza i nomi di molti centri della zona, lontani dal mare, vuol dire ‘della Maremma’. La Maremma, con il suo verde, le sue mandrie e i suoi butteri (mandriani a cavallo divenuti leggendari per la loro abilità), è una delle zone più affascinanti della regione. Una zona eccezionale per i suoi panorami, fatti di appezzamenti di pascolo alternati a vigneti regolari; una zona eccezionale, quindi, anche per i suoi prodotti. Nascono qui vini DOC di gran pregio, come il Morellino di Scansano e il Bianco di Pitigliano; di alta qualità sono anche i pecorini, le carni, l’olio, il miele e i cereali prodotti nella zona; una chicca, addirittura, le castagne del Monte Amiata, protette dal riconoscimento dell’origine geografica.



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